26 aprile 2011Gomito e Avambraccio

Rottura distale del bicipite brachiale associata a esostosi della tuberosità radiale

Dr. Porcellini

F. Fauci, A. Pellegrini, P. Paladini, F. Campi, G. Porcellini
U.O. Chirurgia della Spalla, Ospedale Cervesi Cattolica


INTRODUZIONE
La rottura del

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bicipite distale rappresenta il 10% di tutte le lesioni del bicipite brachiale.1 Questo tipo di lesione si verifica, comunemente, tra i 40-50 anni di età durante un gesto di flessione contro resistenza o durante contrazione eccentrica del bicipite ed esistono diversi fattori di comorbilità (1). Altri fattori eziologici sono riconducibili ad un impingement meccanico per la presenza di osteofiti, oppure di entesopatie della tuberosità bicipitale o per ipovascolarità del tendine in corrispondenza della sua inserzione sul radio (2).

ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO
Il paziente, maschio di 68 anni, sportivo, presentava dolore e impotenza funzionale al gomito destro nel marzo del 2009. Il paziente negava traumi diretti o indiretti. Il paziente ha riferito un unico episodio di dolore precedente alla condizione attuale accaduto nel 2005 durante un allenamento di tennis. La localizzazione del dolore era epicondiloidea e dopo alcune settimane era andata attenuandosi con il riposo e l’utilizzo di FANS ad uso locale.
All’esame obiettivo del marzo del 2009 si rilevava un deficit della supinazione con flesso-estensione completa. Il gomito si presentava stabile e il paziente era in grado di pettinarsi, vestirsi e curare la propria igiene personale totalizzando nella “Mayo Elbow Performance Score” un punteggio di 45/100, di scarso livello.
Le radiografie di controllo del gomito risultavano negative per alterazioni strutturali ossee articolari, nonostante fosse evidenziabile un’immagine osteocalcifica sulla tuberosità bicipitale del radio. La Risonanza Magnetica evidenziava una marcata alterazione di intensità del segnale del tendine del bicipite brachiale, nettamente assottigliato, con presenza di falda liquida peritendinea e modeste manifestazioni edemigene dei tessuti molli adiacenti; quadro compatibile con manifestazioni di tendinopatia flogistico-degenerativa e rottura parziale del tendine distale del bicipite brachiale associata a borsite reattiva. Un’ulteriore risonanza a distanza di tre mesi evidenziava un quadro analogo.

DIAGNOSI
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sulle evidenze cliniche e strumentali si pone diagnosi di lesione interstiziale del tendine distale del bicipite brachiale destro, con esostosi della tuberosità bicipitale del radio e cisti intratendinea.

TRATTAMENTO
Nel febbraio del 2010 il paziente è stato sottoposto a trattamento chirurgico artrotomico di asportazione della cisti e dell’esostosi del radio e a reinserzione del tendine distale del bicipite brachiale destro con 2 viti a 3 fili di sutura.
Con il paziente in decubito supino è stata eseguita un’incisione volare al gomito. Successivamente è stata isolata la lesione interstiziale del tendine distale del bicipite brachiale che ha evidenziato la presenza di cisti sierosa all’interno delle fibre. Si è poi proceduto con asportazione della cisti e rimozione di tessuto fibrotico che ha evidenziato la disinserzione completa del capo distale del bicipite. Il tubercolo del radio presentava esostosi di circa 2 x 1 cm che, rimossa, ha permesso la cruentazione del tubercolo del radio e la reinserzione diretta del tendine distale del bicipite brachiale mediante 2 viti a 3 fili di sutura. La mobilità in flesso-estensione e prono-supinazione, a fine intervento, era completa e il tendine seppur degenerato mostrava una buona tenuta meccanica.

FOLLOW UP
Il paziente ha seguito un protocollo riabilitativo che ha previsto un’immobilizzazione del braccio a 90° con tutore articolato per 21 giorni.
Dal 21° giorno il paziente ha iniziato delle caute mobilizzazioni passive assistite in flesso-estensione con tutore bloccato e dal 35° giorno anche in prono-supinazione. Al 42° giorno il paziente ha rimosso il tutore e

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ha iniziato la FKT in piscina riscaldata.
Al controllo, ad un anno di follow-up, il paziente si è mostrato molto soddisfatto con un completo recupero del ROM, normale svolgimento delle attività quotidiane e recupero completo dell’attività sportiva precedentemente svolta. Al “Mayo Elbow Performance Score” il paziente totalizza 100/100. Gli esami diagnostici non evidenziano alcuna variazione rilevante.

CONCLUSIONI
La lesione parziale del bicipite distale è una lesione rara, spesso difficile da diagnosticare. In particolare, in questo caso si riscontra un aumento della fatica muscolare che si evidenzia nella ripetizione del gesto di prono-supinazione. Un accurato inquadramento clinico e strumentale con Rx e RM è dunque indispensabile. In caso di lesione parziale o completa del bicipite brachiale distale, il trattamento chirurgico è necessario e deve essere tempestivo, per evitare la retrazione prossimale del tendine tenendo comunque in considerazione le complicanze legate all’intervento chirurgico in una zona delicata come il gomito e la possibilità di lesioni di importanti strutture vascolo-nervose.
Infine, è stato riportato in letteratura come il trattamento chirurgico di riparazione della continuità e d’inserzione distale del bicipite nonché d’escissione delle lesioni ossee concomitanti dia migliori risultati se realizzato con un singolo approccio, con tecnica “open” (3-5) rispetto

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alla scelta della doppia via secondo Morrey.

BIBLIOGRAFIA
1. Safran MR, Graham SM. Distal biceps tendon ruptures: incidence, demographics, and the effect of smoking. Clin Orthop Relat Res. 2002; (404):275-283
2. Davis WM, Yassine Z. An etiological factor in tear of the distal tendon of the biceps brachii: report of two cases. J Bone Joint Surg Am. 1956; 38(6):1365-1368
3. Miyamoto RG, Elser F, Millett PJ. Distal biceps tendon injuries. J Bone Joint Surg Am. 2010 Sep 1;92(11):2128-38
4. Frazier MS, Boardman MJ, Westland M, Imbriglia JE. Surgical treatment of partial distal biceps tendon ruptures. J Hand Surg Am. 2010 Jul;35(7):1111-4
5. Loitz D, Klonz A Lesions of the tendons of the m. biceps humeri. Unfallchirurg. 2011 Jan;114(1):47-53
6. Kelly EW, Morrey BF, O’Driscoll SW Complications of repair of the distal biceps tendon with the modified two-incision technique J Bone Joint Surg Am. 2000 Nov;82-A(11):1575-81

37 Commenti a questo caso

37 Commenti

  1. EQ scrive:

    Buona sera Dott. Prof. Porcellini,
    Il 5 agosto ho subito, per trama, un completo distacco del bicipite brachiale distale del braccio sinistro.
    A causa della incompetenza di un radiologo dell’Ospedale civile della Spezia, che mi ha sbagliato l’ecografia sono riuscito a fare una risonanza solo il 25 Agosto e, con i tempi dell’Inail presso cui sono in cura, solo oggi 12 settembre ad una visita chirurgica presso l’Hesperia di Modena mi hanno sconsigliano un intervento di rinserzione per il tempo trascorso dall’evento.
    Che cosa mi può consigliare, è il caso di provare con un eventuale intervento, ho 49 anni e vedere perso un muscolo del braccio proprio mi dispiace.
    La ringrazio anticipatamente per una sua eventuale risposta.
    Distinti saluti
    EQ

  2. Paolo Paladini scrive:

    Gentile EQ,
    dopo 40 giorni dal trauma è difficile che sia sufficiente la sola reinserzione del tendine all’osso in quanto il tendine tende ad accorciarsi e potrebbe rivelarsi necessario l’utilizzo di un tendine di banca (da cadavere) con una serie di complicanze legate al tempo trascorso dal trauma, alle aderenze e al rigetto dell’innesto che potrebbero compromettere il risultato funzionale. Interpreto queste motivazioni come deterrente a un intervento di reinserzione tendinea in un centro non specialistico. Secondo la letteratura internazionale la perdita di forza dovrebbe stabilizzarsi su un 20-30% a due-tre anni dal trauma. Non esistono comunque controindicazioni assolute a tale intervento.
    Cordiali saluti
    Paolo Paladini
    Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  3. L.B. scrive:

    buona sera Dott.Porcellini e grazie in anticipo per l’eventuale risposta; il 07/10/2011 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico per l’inserimento del tendine distale del bicipite dx, rotto in seguito ad un trauma avvenuto 5 giorni prima; adesso per 3 settimane dovrò tenere la valva al braccio e successivamente iniziare la riabilitazione con un fisioterapista. La mia domanda è la seguente: praticando uno sport come il body building, se pur non in modo agonistico, ma con soddisfacenti risultati fin ora, quali sono le ragionevoli prospettive di recupero completo e in che tempistiche? infine dovrò aver paura in futuro di dover sovraccaricare con i pesi l’arto traumatizzato per il rischio di nuova lesione? grazie, aspetto eventuale risposta.

  4. Paolo Paladini scrive:

    Gentile L.B.
    la lesione del tendine distale del bicipite ha sempre un origine micro-traumatica degenerativa. Ciò significa che alla base c’è sempre un sovraccarico del tendine per molto tempo e che porta con il tempo alla rottura anche per traumi di minore entità. Se la reinserzione è avvenuta in breve tempo, come leggo, ci si aspetta un recupero completo in circa tre mesi. Il poter o meno caricare come in passato dipende dalla qualità del tendine.

    Cordiali saluti
    Paolo Paladini
    Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  5. A.M. scrive:

    Dr.Porcellini cordiali saluti le scrivo in quanto il 4 dicembre scorso ho riportato il distacco del tendine distale del bicipite sx. Ho 41 anni pratico sport a livello amatoriale e svolgo un lavoro che se pur in maniera non continuativa comporta l’utilizzo di una forza fisica nella norma. Mi è stato consigliato dagli specialisti consultati un trattamento conservativo volevo un suo perere in merito.

  6. Massimiliano scrive:

    Buonasera Dottore
    sono un ragazzo di 35 anni peso 80kg e sono alto 1,80cm
    il 16 aprile scorso facendo attivita’ ginnica alle anelle durante una rotazione all’ indietro ho sentito un forte dolore nella parte cubitale dell’ avambraccio. Recatomi subito al pronto soccorso dell’ospedale maggiore di bologna mi hanno diagnosticato una distrazione di 1/2 grado del tendine del bicipite brachiale.. braccio al collo 15 giorni e graduale mobilitazione.
    il 20 aprile ho deciso di effettuare una ecografia: il risultato indicava una lesione di 6 mm del tendine distale ed una successiva ecografia del 20 maggio indicava una cicatrizzazione della stessa e quindi in via di guarigione.
    il braccio tuttavia non dava segni di miglioramento cosi’ il 15/06/2012 ho effettuato una visita all’ opedale ortopedico Rizzoli di bologna dove il chirurgo, dopo una palpazione del bicipite ha confermato aime’ i miei timori..
    rottura del tendine distale!!!
    Secondo il chirurgo parte del tendine e’ rimasta attaccata al lacerto fibroso , tuttavia mi ha indicato che secondo il suo parere non e’ piu’ possibile operare il tendine e reinserirlo sul radio in quanto ormai sono passati 2 mesi ed il moncone potrebbe essersi sfaldato.
    Ora sono a chiederLe se anche secondo la vs opinione non sia davvero piu’ possbile effettuare alcun intervento per poter salvare il braccio, o se nella sua esperienza, considerando la rarità di queste rotture, è già intervenuto su casi clinici simili e con quali risultati..
    in attesa di un suo cortese riscontro ringrazio innanzitutto per l’ attenzione che vorra’ dedicarmi
    Massimiliano Ponti

  7. Paolo Paladini scrive:

    Gentile Massimiliano,
    la sua è ormai una lesione cronica e come può leggere nelle precedenti risposte il suo deficit dovrebbe stabilizzarsi sul 20-30% del totale. Esiste la possibilità di intervenire sul suo gomito utilizzando tendini da cadavere come augmentation, essendo ormai retratto il moncone tendineo ma questo apre la prospettiva di tutta una serie di implicazioni legate, per l’appunto all’utilizzo di tendine su cadavere. Per poterle dare delle informazioni più dettagliate sarebbe il caso di ripetere una RM nelle immediate vicinanze di una visita in modo da poter dare una valutazione reale del quadro.
    Cordiali saluti
    Paolo Paladini
    Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

    Replica

  8. paolo scrive:

    buona sera dottore.
    Ho 42 anni e pratico body building da molto tempo; pertanto sono abbastanza allenato.
    L’infortunio che ho subito al tendine del bicipite è accaduto mentre sollevavo un mobile non pesantissimo, quindi con un grado di sforzo inferiore alla soglia cui sono abituato in allenamento.
    La lesione che mi e stata diagnosticataè la seguente: lesione distrattiva parziale che interessa circa la meta del contingente inserzionale tendineo, non associata a retrazione del corpo tendineo e muscolare, la lesione è di circa due cm, questo è quanto riportato sulla risonanza.
    Quello che vorrei sapere è la gravita della lesione e se potrò recuperare e continuare a fare sport.
    Grazie per l’attenzione dottore,
    distinti saluti

  9. Paolo Paladini scrive:

    Gentile Paolo,
    come potrà evincere dal fatto che il tendine si è rotto con uno sforzo non massimale la rottura non è legata al carico momentaneo ma alla ripetizione del gesto e alle continue sollecitazioni. La lesione del capo distale del bicipite è ben tollerata in un’altissima percentuale di pazienti e il deficit che ne residua è limitato alla supinazione contro resistenza e non alla flessione del gomito. Nella nostra esperienza chirurgica tali lesioni sono pressocchè complete e la porzione tendinea rimanente non è, generalmente, sufficiente a ricreare la situazione biomeccanica precedente. La clinica, in casi come il suo, rimane fondamentale per decidere se è necessario un trattamento chirurgico.
    Cordiali saluti

    Paolo Paladini

  10. massimo giannini scrive:

    Buonasera dottore.
    15 giorni fa a seguito di uno sforzo particolare eseguito usando il braccio a leva contro la gamba, ho sentito un forte “snap” seguito da forte dolore al braccio dx.
    Al Pronto Soccorso del Gemelli hanno diagnosticato una mini frattura del capitello radiale e mi hanno fatto una doccia gessata: dopo 6 giorni in una visita successiva, mi è stata tolta la doccia e il medico ha diagnosticato la rottura del tendine del bicipite brachiale. Una RM ha confermato la diagnosi.
    Due ortopedici mi sconsigliano l’intervento riparatore per via della mia età (65 anni – cardiopatico) e per il fatto che non svolgo un lavoro manuale.
    Mi preoccupano eventuali fastidi nel futuro.
    Che ne pensa?
    Grazie
    Max

  11. Paolo Paladini scrive:

    Gentile Max,
    una lesione del capo distale del bicipite brachiale comporta una perdita di resistenza più che una perdita di forza immediata. Pertanto se lei effettua dei lavori pesanti e ripetitivi ha senso effettuare l’intervento di riparazione. Tale intervento non è scevro da importanti complicanze nervose e vascolari oltre al fatto che spesso il tendine si retrae tanto da non poter più raggiungere il punto di inserzione sul radio. In tale caso è necessario effettuare un trapianto di tendine da cadavere con tutte le implicazioni del caso.
    Spero di averle chiarito i suoi dubbi.

    Cordiali saluti

    Paolo Paladini
    Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  12. Antonio scrive:

    Buongiorno Dottore, il giorno 24-2-2013 mentre scendevo dall’auto di un amico, per evitare di cadere mi tengo alla portiera e sento subito come una rottura di un elastico (senza alcun dolore) e mi accorgo che il braccio aveva perso stabilità. Ho immaginato una rottura, un amico medico mi ha dato conferma. Mi sono recato all’Ospedale Marino di Cagliari, dove mi hanno visitato e diagnosticato la disinserzione capo distale bicipite brachiale del gomito sx . Il 4/3/2013 ho subito un intervento di reinserzione con ancoretta da 4,5 mm. Riposo con valva per 30 gg. Sarà lunga la riabilitazione? Visto i tempi brevi dell’operazione.
    Grazie, Saluti
    Antonio

  13. Paolo Paladini scrive:

    Gentile Antonio,
    il tendine deve ancorarsi nuovamente all’osso e per questo i tempi biologici sono di circa sei settimane. Quindi solo da dopo si potrà iniziare un trattamento più aggressivo. Nel frattempo solo un pò di passiva, dopo i primi trenta giorni, evitando le sollecitazioni in estensione.

    In bocca al lupo.

    Paolo Paladini

  14. Giorgio scrive:

    Buona sera Dottore,
    ho 39 anni e il 18/03/2013 ho subito il distacco distale del tendine del bicipite brachiale dx ed il 25/03/2013 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico (le riporto descrizione della relazione di degenza:’con incisione a baionetta antero-lateralenell’intersizio tra brachiale e brachio radiale si reperta il nervo radiale nell’arcata di fhrose che viene protetto; attraverso il pronatore rotondo si giunge sulla tuberosità bicipitale del radio; si reinserisce il tendine con due ancorette posizionate in scopia, e si stabilizza tramite tenodesi con punti sul tendine brachiale;…
    poi sul decorso post operatorio è scitto che ho una neuro aprassia del nervo radiale con deficit deela estensione delle dita e parestesie..
    Vorrei sapere se è tutto normale perchè la cosa che mi preoccupa è proprio quest’ultima..
    Grazie anticipatamente
    Giorgio

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Giorgio,
      la paralisi di tale ramo del nervo radiale rientra tra le complicanze di tale intervento. La prognosi è normalmente benigna ma come per tutte le lesioni neurologiche bisogna sapere che i tempi di recupero sono lunghi. Un esame che può dare una risposta alle sua domanda sul recupero è l’EMG ma bisogna aspettare un po’ per farla, la risposta subito dopo il trauma non è dirimente.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  15. SERGIO scrive:

    Buongiorno Dottore il 22/02/2013 io ho avuto una Rottura capo distale brachiale dx facendo un movimento violento sul posto di lavoro ,ho 57 anni sono stato operato il 13/03/2013 al S.EUGENIO,volevo sapere i tempi di guarigione e se ritornerò come prima .Cordiali Saluti Sergio di ROMA.

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Sergio,
      per una completa restitutio ad integrum bisogna considerare almeno sei mesi dall’intervento. Per quanto riguarda la domanda sulla progonis quoad valetudinem, non dovrebbe avere limitazioni.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  16. Claudio scrive:

    Buongiorno dottore,
    il 31/12/2012 in seguito ad un infortunio sul lavoro, ho subito una disinserzione distale inverterata del tendine bicipite brachiale dx. In data 21/02/2013 sono stato sottoposto all’intervento di reinserzione, valva brachiometacarpale. Il 12/03/2013 ho cominciato le sedute di fisioterapia. La mia domanda e’ la seguente: la fisoterpia mi portera’ ad un recupero completo nonostante dalla data dell’infortunio a quello dell’intervento siano passati quasi 2 mesi oppure mi si prospetta una probabile nuova operazione per la sostituzione del mio tendine con un tendine artificiale? Oggi mi trovo in una condizione di severa limitazione funzionale ( diagnosi del medico INAIL ). Ho 46 anni e svolgo un lavoro medio pesante.
    Grazie

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Claudio,
      il tempo trascorso tra il trauma e l’intervento crea delle severe retrazioni del tendine del capo distale del bicipite ma se la reinserzione è avvenuta senza tensione la prognosi è decisamente buona.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  17. VITTORIO scrive:

    Buongiorno Dottore,
    ho avuto un infortunio sul lavoro (il 04/05/2013) e mi hanno diagnosticato una rottura sottocutanea inserzione distale tendine bicipitale sinistro. I medici mi hanno consigliato di eseguire un intervento di reinserzione con ancorette da eseguire con urgenza differita. Cosa ne pensa? Dopo l’intervento verrà applicato un gesso? Approssimativamente per quanto tempo dovrò stare a riposo? Secondo Lei recupererò la mobilità dell’arto e ci sono controindicazioni per quanto riguarda l’intervento? Grazie

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Vittorio,
      mi scuso per il ritardo della risposta ma il servizio di notifica non ha funzionato a dovere…
      Sarebbe opportuno reinserire il tendine quanto prima e dopo si tratta di immobilizzarlo per circa sei settimane, dopo le prime quattro bisognerà comunque iniziare la riabilitazione mantenendo il tutore quando non si fa riabilitazione.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Vittorio,
      mi scuso per il ritardo della risposta ma il servizio di notifica non ha funzionato a dovere…
      Sarebbe opportuno reinserire il tendine quanto prima e dopo si tratta di immobilizzarlo per circa sei settimane, dopo le prime quattro bisognerà comunque iniziare la riabilitazione mantenendo il tutore quando non si fa riabilitazione.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  18. Gabriele scrive:

    Buongiorno Dottore, mi chiamo Gabriele, ho 55 anni e vivo a Teramo. Il 2 maggio 2013, mentre svitavo un raccordo con l’ausilio di una chiave impugnata con la mano dx, mi aiutavo con l’altra mano(sx) per facilitare l’operazione. Nel massimo dello sforzo, (penso mi sia sfuggita la presa) ho sentito il rumore di uno strappo all’interno del gomito sx, un bruciore forte e poi un dolore leggero. Mi sono recato al pronto soccorso del mio Ospedale, dove mi hanno diagnosticato la rottura del tendine distale del bicipite brachiale sx. Per prassi mi sono rivolto all’INAIL, e l’ortopedico mi ha prenotato una visita specialistica presso l’Hesperia Hospital di Modena per valutare la situazione, la visita è per il 13 maggio.
    Da quanto ho capito, leggendo i post, le soluzioni sono due: tenersi il tendine rotto oppure sottoporsi ad intervento chirurgico, mi è stato detto che la decisione finale spetta a me.
    Non sapendo a cosa andrò incontro in futuro nell’uno e nell’altro caso, gradirei un consiglio da parte sua, e se decidessi per l’intervento, quali sono le strutture sanitarie accreditate per questi casi?
    Con stima la ringrazio e Cordialmente la saluto
    Gabriele.

    • Paolo Paladini scrive:

      Gentile Gabriele,
      la mancata ricostruzione di tale tendine porterà a una perdita di resistenza più che di forza del suo gomito. Il problema è che più tempo passa minori saranno i benefici che possono essere garantiti con la chirurgia.
      Non mi chieda di esprimere giudizi su altre strutture, non vorrei creare situazioni disagevoli con i vari colleghi.

      Cordiali saluti

      Paolo Paladini
      Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  19. Roger scrive:

    Buongiorno dottore, il 21/05/2013 in seguito di un infortunio ho subito la lesione distale del bicipite branchiale. L’esame RM mirato a livello del gomito destro evidenzia una lesione tendinea di alto grado del bicipide branchiale distale con versamento circostante ed iniziale retrazione mio-tendinea; fibre inserzionali distali irregolari e disomogenee. Concomitano versamento articolare e diffusa imbibizione edematosa dei piani superficiali circostanti. Minuta irregolarità osteocondromalacica a livello della testa del capitello radiale. Non evidenti ulterioli alterazioni di segnale della spongiosa ossea dei segmenti scheletrici in esame. La mia domanda è: ho 48 anni, il braccio tornerà come prima? quanto devo stare fermo dopo l’operazione? Io faccio l’autista.
    Grazie
    Cordiali saluti.
    Roger

  20. Paolo Paladini scrive:

    Gentile Roger,
    dopo un intervento eseguito correttamente non dovrebbe avere problemi a tornare a fare il suo lavoro attuale. Dopo l’operazione dovrà stare lontano dal lavoro per circa tre mesi.

    Cordiali saluti

    Paolo Paladini
    Unità Operativa di Chirurgia della Spalla – Ospedale Cervesi – Cattolica

  21. Alessandro scrive:

    Il 21/07/2013 ho subito la lesione del tendine distale del bicipite brachiale a sinistra. Il 22/07/2013 l’esame ecografico mostrava “una lezione sub totale del tendine che sembra ancora inserito con un piccolo frammento”.Il 24/07/2013 la RMN mostrava “alterazione di segnale del tratto inserzionale miotendineo distale del muscolo bicipide omerale rappresentata da un rigonfiamento dell’entasi muscolare a segnale prevalentemente iperintenso ed a struttura sfibrillata interessante più dei 2/3 del calibro trasverso del muscolo. La lesione appare compatibile per una rottura sub totale recente da strappo del tendine del bicipite omerale con situazione in fase emorragica-colliquativa.”
    Le cosa farebbe, intervento o trattamento conservativo?
    La ringrazio anticipatamente, distinti saluti e buone ferie.

  22. giorgio scrive:

    Gentile dottore da circa 4/5 mesi soffro di un dolore al bicipite destro con sindrome popye come mi e’ stato riferito al pronto soccorso dopo varie ecografie male interpretate e dopo una risonanza magnetica (di pochi giorni fa) che ha evidenziato un assottigliamento e disomogenita’del tendine distale da pregresso severo trauma.
    Ho 60 anni e chiedo cortesemente esiste un trattamento conservativo per evitarel’operazione.
    Sono passato molti mesi prima di diagnosticare il problema e se si dovesse rompere del tutto si puo’ stare senza?
    Grazie per la disponibilita’ e l’eventuale risposta

  23. Mariano Gaipa scrive:

    Salve dottore,il 14 agosto nel fare un falso movimento con il braccio destro mi sono rotto il bicipite distale,volevo sapere nel caso non dovessi operarmi,il tempo di riattacco del bicipite,la percentuale di perdita di forza e se posso ritornare ad allenarmi con i pesi fare dorsali alla sbarra e i vari esercizi,magari con un tutore che rinforzi un po il braccio…
    Grazie
    Cordiali saluti.

  24. MIRKO scrive:

    BUONGIORNO DOTTORE,

    IL 27/07/2013 SOLLEVANDO UN PESO/TRAZIONANDOLO (MOBILIO), HO SENTITO UNO STRAPPO AL BICIPITE SX CON DOLORE LANCINANTE SCOMPARSO PERO’ IN POCHI MINUTI…HO VISTO IL BICIPITE CAMBIARE FORMA E SONO ANDATO AL PRONTO SOCCORSO DOVE MI HANNO DIAGNOSTICATO LA LESIONE/DISTACCO DEL TENDINE DISTALE BICIPITE BRACCHIALE SX.SONO STATO OPERATO A RAVENNA (ABITO IN PROVINVIA) IN DATA 30/07 CON REINSERZIONE DISTALE MEDIANTE ANCORETTA, GESSO A VALVA METACARPALE CON ANGOLAZIONE A 90°.
    IL 31/07 HO COMPIUTO 39 ANNI, FACCIO PESISTICA DA MOLTO ANNI MA A LIVELLO AMATORIALE, SENZA NESSUN UTILIZZO DI INTEGRATORI O ALTRO..FORSE UNO DEI MIEI DIFETTI E’ DI NON FARE MOLTO STRETCHING/RISCALDAMENTO..PUO’ ESSERE LA CAUSA SCATENANTE?…NON HO MAI FATTO SERIE MASSIMALI, AL TEMPO STESSO MI IMPEGNO PER AVVICINARE I MIEI LIMITI.
    LE DICO ANCHE QUESTO IN QUANTO IL MEDICO CHE MI HA OPERATO HA TROVATO UN TENDINE IN BUONE CONDIZIONI E DI DIMESIONI ROBUSTE ED E’ IL PRIMO INFORTUNIO SERIO CHE MI CAPITA.
    GIOVEDI 22/08 ANDRO’ A TOGLIERE IL GESSO/VALVA ( QUINDI 22 GIORNI E VENERDI SCORSO MI SONO STATI TOLTI I PUNTI), MI APPLICHERANNO UN TUTORE PER 3 SETTIMANE CON BLOCCO DELL’ESTENSIONE DEGLI ULTIMI 30 GRADI E INIZIO FISIOTERAPIA DI CUI CHIARAMENTE NON CONOSCO I TERMINI…E’ LA SOLUZIONE PIU’ IDONEA AL MIO CASO?
    MI CONSIGLIA UNA VISITA SPECIALISTICA DATO CHE COME SCRIVETE, NON E’ UN EVENTO DICIAMO DI ROUTINE E FORSE LE STRUTTURE PUBBLICHE NON SONO ATTENTE/PREPARATE ALLA MIGLIOR TERAPIA RIABILITATIVA?
    IO SONO IMPIEGATO CON PICCOLE MANSIONI MANUALI..QUANDO SECONDO LEI POTRO’ RIPRENDERE?..RECUPERERO’ LA MIA PIENA MOBILITA’?..DOPO QUANTO E COME POTRO’ RITORNARE IN PALESTRA?..MI CONSIGLIA ANCHE LA PISCINA?
    MI SCUSO PER LA MAIL A DIR POCO DETTAGLIATA MA LA PAURA E’ COMUNQUE COMPRENSIBILE NEL CERCARE DI OTTENERE LA MIGLIOR RIPRESA IN MODI E TEMPI PIU’ BREVI POSSIBILE.
    NELL’ATTESA DI UNA SUA CORTESE RISPOSTA, LA RINGRAZIO VIVAMENTE PER L’ATTENZIONE!!
    CORDIALI SALUTI.

    MIRKO

  25. Veronese loredana scrive:

    Gent.mo Dott. Paladini, mia figlia di 32 anni,precisamente il 16 Settembre 2012,in seguito a una caduta in bicicletta, ha riportato una LUSSAZIONE ACROMIO-CLAVICOLARE.E’ stata operata nella nostra Asl dopo tre giorni. Gli sono stati inseriti DUE FILI DI K da levare dopo 40 giorni. Dopo 20 giorni questi fili sono fuoriusciti spontaneamente creandole, lei sapra’ meglio di me, una miriade di problemi tra cui la perdita del lavoro(Faceva la parrucchiera).Il 3 di APRILE è stata rioperata con risultati,a dir poco, pessimi.Ora, a distanza di quasi un anno, dovrebbe essere rioperata perche’ il tendine artificiale non ha tenuto ed è al punto di partenza. Mi scuso per la lunghezza del mio messaggio ma se lei, che è professionista in questo campo, mi potesse dare un consiglio, le sarei eternamente grata. Sono stanca di vederla soffrire.Desidererei poter farle fare una visita nella vostra clinica per poi decidere cosa fare. La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei piu’ cordiali saluti. LOREDANA

  26. roberto scrive:

    SONO UN PUGILE CREDO DI AVER ROTTO IL BICIPIDE BRACHIALE DA 2 ANNI FORSE HO FATTO 4 MACH ALTRI DA ALLORA UNO VINTO PER KO , MI SFORZO A TENERLO TONICO IL BRACCIO MA A ME SEMBRA DI TENERE 2 BICIPIDI . MI Fà MALE OGNI TANTO PIù DOLORE SENSO DI STAN CHEZZA SUL BRACCIO. COSA MI STA SUCCEDENDO?

  27. roberto scrive:

    POTREI EVITARE L’OPERAZIONE CON DEGLI ESERCIZI CHE POTREBBERO COMPENSARE IL DISTALE

  28. patrick scrive:

    buongiorno dottore.
    un anno fà ho subito la rottura del tendine bicipitale.
    volevo sapere se si poteva ancora operare, visto che ora il muscolo si è retratto, ed esteticamente non è bello da vedere.
    grazie
    distinti saluti
    patrick

  29. Nando Bietti scrive:

    Buongiorno Dottore, mi chiamo Nando, ho 45 anni e vivo a Milano. Il 6 Agosto 2013, sul posto di lavoro sollevando un grosso peso ho sentito letteralmente un rumore di strappo e un forte dolore al braccio destro. Recatomi al PS mi hanno fatto una lastra con esito negativo,diagnosi strappo muscolare e prognosi riposo per 20 gg. Tre gg dopo ho deciso di fare una ecografia privatamente che ha evidenziato una piccola area ipoecogena(8,2×5,8mm)con ispessimento sottocutaneo,con aspetto iperecogeno per spandimento emorragico in corrispondenza del tratto distale del muscolo tricipite del braccio.
    I primi gg di settembre dovendo riprendere il lavoro decido ,in accordo con il medico ASL, di effettuare nuova ecografia per il dolore persistente soprattutto se in fase di sforzo,anche il semplice sollevare un sacchetto della spesa… .
    Esito rottura subtotale del tendine distale del bicipite omerale dx in sede preinserzionale,con moncone prossimale retratto di circa 2 cm ispessito e disomogeneo e con abbondante versamento cprpuscolato nella sede della lesione.trofismo muscolare conservato.
    Su questo esito il medico decide di farmi fare una risonanza,il referto parla di slaminamento parziale del tendine distale del bicipite,le porzioni tendinee sono circondate da versamento.
    Con questi esiti mi sono recato da un ortopedico che dice essere inutile effettuare un intervento per la posizione della lesione e mi prospetta tre ipotesi: la prima lasciar stare così prendendo solo antinfiammatori per il dolore in attesa che il tempo risolva,secondo terapia Tecar,dicendo però essere solo un palliativo e terzo consiglia terapia PRP,per lui miglior ipotesi.
    Ad oggi 22 settembre sono estremamante preoccupato perchè ho ancora dolore e poca forza.
    leggendo i vari post sul sito credo di aver capito che essendo passati qs due mesi ormai non si possa più fare nulla.
    Mi vedo costretto a riprendere la mia attività lavorativa con difficoltà oggettiva perchè limitato nei movimenti e non sapendo minimamente cosa poter fare di realmente utile alla rispoluzione del mio problema.
    Spero con questo post di trovare una risposta ed un consiglio.
    In attesa di Vostro riscontro Porgo Distinti Saluti.
    N.Bietti

  30. Michele Frigeri scrive:

    Salve, il 4-10-2013 ho subito intervento per la reinserzione del tendine distale bicipite brachiale tramite 2 ancorette, a seguito di lesione completa nella sua inserzione distale. A seguire 3 settimane di doccia gessata e 3 settimane di tutore semovibile con estensione max a 90 gradi. Ho 31 anni praticavo attività sportiva in palestra e sono in sovrappeso.Chiedo se per velocizzare e migliorare la mia guarigione esistono validi prodotti farmaceutici od integratori che assunti con regolarità aiutano la guarigione, rigenerazione del tendine.
    Ringraziando anticipatamente, saluto.

  31. Roberto scrive:

    Gent.mo Dott. Paladini, sono un uomo di 40 anni e svolgo un lavoro gravoso e diverse attività sportive amatoriali. Ho subito una rottura del tendine distale 10 gg fa. Mi è stato proposto un intervento chirurgico che comporta l’unione del tendine distale con quello brachiale, anziché la reinserzione in sede anatomica. Ritiene possa essere una tecnica valida che garantisce un ottimo recupero?
    Cordialmente

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